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Ricerca e Sviluppo in Italia 2022

Nel 2022, la spesa in R&S intra-muros è di 26,3 miliardi di euro (+4,1% sul 2021), trainata dalle imprese con 16,6 miliardi di euro (il 63,2% della spesa complessiva).

Il settore privato (imprese e non profit) è la principale fonte di finanziamento (15,1 miliardi di euro, pari al 57,4% della spesa).

Rispetto al 2021 la spesa aumenta in tutti i settori: istituzioni private non profit +17,2%; istituzioni pubbliche +5,1%; imprese +4,1%; università +2,5%.

Con riferimento alle fonti di finanziamento, le imprese si autofinanziano per la maggior parte della
spesa in R&S (14,7 miliardi, pari al 55,9% dei finanziamenti complessivi). Seguono il settore delle
istituzioni pubbliche con il 32,3% (8,5 miliardi) e i finanziatori stranieri che partecipano con il 9,6% della
spesa (circa 2,5 miliardi). Rispetto al 2021, aumenta la spesa finanziata dalle imprese nazionali (+1,4
punti percentuali), mentre sono in calo sia la componente estera sia quella pubblica (rispettivamente –
1,0 e -0,4 p.p.). Resta pressoché stabile la quota dei finanziamenti sostenuti dal non profit e dalle
Università.
Ad eccezione del non profit e delle Università, l’autofinanziamento si conferma la fonte principale della
spesa per R&S. In particolare, le imprese nazionali finanzia.

La spesa in R&S risulta concentrata in pochi settori. Nel 2022 il settore di produzione di macchinari da
solo contribuisce per il 12,1% alla spesa complessiva (2 miliardi di euro); seguono la produzione di
autoveicoli con circa 1,7 miliardi (pari al 10,2% della spesa), la produzione di altri mezzi di trasporto
con circa 1,5 miliardi (9,0%), l’informatica, l’elettronica e il comparto della Ricerca con oltre 1 miliardo
di spesa e quote del 7%

Nel 2022 la spesa in ricerca applicata, pur confermandosi la principale voce di investimento con circa
10,5 miliardi di euro (39,9% della spesa complessiva), diminuisce di 0,7 punti percentuali rispetto al
2021, continuando la fase discendente iniziata già qualche anno. Anche la quota destinata alla ricerca di base è ancora in calo, passando dal 21,8% nel
2021 al 21,3% nel 2022.
In termini di composizione della spesa, si conferma il graduale ridimensionamento della ricerca (sia
applicata che di base) a favore di attività di sviluppo sperimentale, che raggiungono il 38,8% della spesa
totale (contro il 37,6% del 2021).
La tendenza a investire in attività di R&S più prossime all’industrializzazione piuttosto che in attività
strettamente di ricerca è ancora più evidente nelle imprese, dove oltre la metà della spesa in R&S
proviene dalla componente dello sviluppo sperimentale (circa 9,3 miliardi, pari al 55,9% della spesa
totale), in netta crescita rispetto al 2021 (+7,5%). La spesa in ricerca applicata registra un aumento
decisamente più contenuto (+0,3%) mentre la spesa in ricerca di base si riduce (-0,8%)

La spesa in R&S resta fortemente concentrata sul territorio, oltre il 60% è al Nord. I tre quarti della spesa totale (circa 20 miliardi di euro)sono effettuati da sei regioni:

Lombardia (20,2%), Lazio (14,2%), Emilia-Romagna (12,9%), Piemonte
(11,9%), Veneto (8,7%) e Toscana (7,5%) mentre l’intero Mezzogiorno (Sud e Isole) contribuisce con
una quota pari al 14,5%. A eccezione di Valle d’Aosta, Molise e Provincia di Bolzano, tutte le regioni
registrano un aumento rispetto al 2021, in particolare, Abruzzo (+15,0%), Liguria (+10,4%), Lazio
(+8,1%) e Toscana (+7,1%). Sopra l’aumento medio nazionale si collocano anche alcune regioni del
Mezzogiorno, quali la Sardegna (+5,9%), la Calabria (+5,6%) e la Puglia (+4,6%).

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