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Fatturato Banche Italiane 2022

Vale in totale 7,2 miliardi di euro l’utile netto complessivo dell’anno delle sei principali banche italiane. Un dato in crescita del +12,6% rispetto al 2021, quando la somma era arrivata a valere 6,4 miliardi.

Sono andate molto bene Unicredit e Bper Banca, se si guardano in particolare le cifre relative proprio all’utile netto. Peggiora rispetto a un anno fa Intesa Sanpaolo, che tuttavia tiene botta e non rivede l’outlook in crescita a fine 2022.

Ma vediamo i dati di ciascuno dei maggiori istituti italiani più nel dettaglio.

Intesa Sanpaolo

L’istituto guidato dal ceo Carlo Messina, ha chiuso i secondi tre mesi del 2022 con un utile netto pari a 1.033 milioni di euro, quasi il +30% rispetto al trimestre precedente. Con questo risultato l’utile netto semestrale ha raggiunto i 2,3 miliardi, valore inferiore del -22,1% rispetto a un anno fa. Pesano sui conti d’Intesa Sanpaolo le esposizioni in Russia e Ucraina.

Il common equity tier 1 ratio (Cet1 ratio) è sceso a 12,5 punti percentuali, mentre l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi (Npe ratio) si è attestata sul 2,3%.

Infine, in concomitanza con la presentazione dei risultati finanziari di metà anno, l’istituto piemontese ha reso noto di aver stanziato circa 50 milioni per poter distribuire ai propri dipendenti un contributo economico straordinario di 500 euro. L’iniziativa mira a agevolare i lavoratori della banca in questo periodo caratterizzato dall’aumento dell’inflazione.

Unicredit

È stato un secondo trimestre positivo quello di Unicredit, definito dall’ad Andrea Orcel “il migliore degli ultimi dieci anni”. Escludendo l’impatto della Russia, l’utile netto trimestrale si è attestato sugli 1,5 miliardi di euro, portando l’indicatore a quota 2,7 miliardi per il semestre, +40% rispetto a un anno fa.

Sono più alti rispetto agli indici dell’istituto piemontese il Cet1 ratio e l’Npe ratio, che si sono attestati rispettivamente sul 15,73% e il 2,8%.

In questo caso la presentazione dei risultati trimestrali ha dato una forte spinta in Borsa, portando il titolo dell’istituto milanese, ha guadagnare in una giornata il +8,6%.

Banco Bpm

Per Banco Bpm, invece, i primi sei mesi del 2022 hanno generato un utile netto pari a 384 milioni di euro. Si tratta di un risultato positivo, con il dato che ha fatto segnare un incremento del +6,3% su base annua. Con questi risultati, il gruppo guidato dall’ad Giuseppe Castagna prevede un miglioramento dell’utile a fine anno rispetto al 2021.

Continua poi il processo di derisking della banca, con l’Npe ratio che scende al 4,8%, raggiungendo il target che era stato fissato per il piano strategico al 2024. Con 12,8 punti percentuali il Cet1 ratio è il linea con quello di Intesa Sanpaolo.

Nonostante i valori in miglioramento, la presentazione dei risultati finanziari di Banco Bpm non è stata ben accolta dal mercato, andando a stoppare un periodo di crescita del titolo. Le azioni della banca hanno infatti perso più del -3% tra gli scorsi mercoledì 3 e giovedì 4 agosto.

Bper Banca

In forte crescita Bper Banca, che a giugno ha perfezionato l’acquisizione di Carige. L’utile netto di metà anno della banca è stato pari a 1,38 miliardi di euro, il triplo rispetto ai 518,8 milioni di un anno fa.

Il Cet1 ratio dell’istituto con a capo l’ad Piero Luigi Montani si è attestato intorno al 13,4%, mentre l’Npe ratio, pari al 4,3%, è in linea con lo stesso indice di Banco Bpm.

Nonostante la forte crescita dell’utile netto, i risultati di Bper Banca hanno suscitato una timida reazione da parte dei mercati, con il titolo che in Borsa ha segnato un aumento del +1,7% nel giorno successivo alla presentazione dei dati finanziari.

Monte dei Paschi di Siena

Non bene Monte dei Paschi di Siena che, tornata in utile nello scorso trimestre, ha terminato la prima parte del 2022 con un utile netto pari a 27 milioni di euro, di cui 18 milioni realizzati nel secondo trimestre. La cifra è stata inferiore del -86,6% rispetto al primo semestre del 2021.

Con ancora 10,8 punti percentuali il Cet1 ratio dell’istituto senese resta più basso rispetto a quello delle altre banche. È sceso invece al 3,9% l’Npe ratio, parametro dunque migliore rispetto a quelli di Bper e Banco Bpm.

La trimestrale di Mps è stata bocciata dal mercato, portando il titolo a perdere in Borsa 6,7 punti percentuali.

Mediobanca

È infine sceso, anche se annualmente di solo il -3,8%, l’utile netto di Mediobanca, giungendo così a toccare per il semestre il valore di 382 milioni di euro.

L’istituto guidato dall’ad Alberto Nagel è tra quelli analizzati quello con il miglior Npe ratio, parametro che si aggira sul 1,3%. Il Cet1 ratio, che vale 15,7 punti percentuali, è in linea con quello di Unicredit.

Come per Intesa Sanpaolo, anche per Mediobanca i mercati anno mostrato un freddo consenso sui risultati finanziari, reagendo alla semestrale facendo crescere in Borsa il titolo della banca del +0,66%.

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