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Classifica Fatturato Aziende Italiane 2022

Dove sono le più grandi aziende italiane per fatturato

Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana sono la sede del 90% delle grandi più grandi aziende italiane per fatturato. Secondo le stime, inoltre, sono solo 258 le imprese italiane che possono essere annoverate tra le top con un fatturato superiore al miliardo. Ma lo spazio che esse occupano non è solo il medesimo dal punto di vista fisico: a dominare la classifica sono sempre gli stessi settori, primo tra tutti quello dell’energia. Tra le industry più popolate da grandi imprese troviamo anche il food, con Cremonini in vetta, e la Gdo, dove spicca Esselunga su discount e altre catene. Rimane indietro, invece, il settore manifatturiero, ad eccezione di Fca, così come il chimico-farmaceutico, con capolista Menarini, e della moda.

Sette società pubbliche e ben otto a controllo estero: 15 big industriali italiani su 20 non sono quindi in mano ad azionisti privati di casa nostra. Le otto società a controllo estero nella Top20 dei big industriali per fatturato sono Prysmian, Telecom, Edison, Esso, Kuwait Petroleum Italia, Parmalat, Ge Italia e Vodafone. Le sette a controllo pubblico Enel, Eni, Gse, Leonardo, Saipem, Poste Italiane e Ferrovie dello Stato. La classifica è guidata da Enel (69,1 miliardi di ricavi), che diventa il primo gruppo industriale italiano.

In seconda posizione proprio l’Eni (55,8 miliardi), che ha pagato il calo del prezzo del petrolio, seguita da Gse (società pubblica che svolge attività di compravendita di energia elettrica, 29,3 miliardi), Fca Italy (26,2), Telecom Italia (18,7), Leonardo (12), Edizione (11,7), Edison (10,2), Saipem (10), Luxottica (9,1), Poste Italiane (8,7), Ferrovie dello Stato (7,9), Esso Italiana (7,6), Prysmian (7,6), Supermarkets Italiani,ovvero Esselunga (7,5), Saras (6,8), Kuwait Petroleum Italia (6,5), Parmalat (6,5), Ge Italia (6,4) e Vodafone Italia (6,2), che “scippa” il 20esimo posto a Pirelli.

I big esclusi dal rapporto: Techint, St, Ferrero
Il quadro manifatturiero tracciato da Mediobanca è completato da alcuni gruppi che, pur riconducibili a proprietà italiana, non sono compresi nella classifica perché non redigono un bilancio consolidato in Italia. Tra questi si segnalano il gruppo Techint, che con 14,4 miliardi sarebbe il sesto gruppo italiano per fatturato alle spalle di Telecom, StMicroelectronics (6,6 miliardi), che sarebbe 17esima, e il gruppo Ferrero, che con 10,3 miliardi sarebbe ottavo e primo gruppo alimentare a controllo italiano. D’altra parte, le attività italiane aggregate del gruppo Lactalis valgono 7,7 miliardi (13esimo posto), cifra analoga a quella dell’impero della grande distribuzione della famiglia francese Mulliez (Auchan, Simply, Decathlon, Leroy Merlin, Bricocenter, Bricoman, Norauto, Kiabi e Pimkie). Dall’aggregato delle maggiori cooperative a marchio Coop, emergerebbe poi un gruppo da 11,2 miliardi, che sarebbe ottavo in Italia.

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